Che fine fanno i cellulari usati

che fine fanno i cellulari usati
che fine fanno i cellulari usati

Che fine fanno i cellulari usati

Il primo utilizzo di un cellulare è avvenuto nel 1973 quando l’ingegnere della Motorola Martin Cooper chiamò un potenziale concorrente. Il telefono in questione pesava oltre un kg e permetteva di chiamare fino a 30 minuti prima di essere caricato. Dieci anni dopo la stessa Motorola mise in commercio il modello Dyna Tac 8000X un cellulare che permetteva 30 minuti di conversazione e la memorizzazione di 30 numeri. Un telefono rivolto solo a facoltosi imprenditori visto l’elevato costo di acquisto. Qualche anno dopo fu la Nokia ad entrare nel mercato dei cellulari e diventando nel giro di pochi anni il più grosso produttore di cellulari superando nel 1998 i 100 milioni di telefoni prodotti. Dagli anni 2000 in poi c’è stato un susseguirsi di nuovi modelli sempre più tecnologici. Dal 2008 in poi con l’avvento sul mercato di Apple iPhone il mercato è cambiato sensibilmente avendo introdotto lo schermo touchscreen utilizzato ormai su tutti i cellulari.

Ma tutti i cellulari prodotti fino ad ora che fine fanno?

Una buona parte di telefoni sono ormai fuori uso e non hanno più mercato. Si stima che nel mondo ci siano oltre 700 milioni di cellulari nascosti nei cassetti delle nostre case. Un capitale immenso se venissero recuperati e smaltiti nel giusto modo. Si parla di quasi 15.000 tonnellate di oro, argento, rame,cobalto e litio che potrebbero essere recuperati creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Una buona parte di questi smartphone però potrebbero essere rimessi in circolo una volta riparati e sistemati.

Questa è l’idea venuta ad un’azienda italiana, Appia cellulari, che ha fatto il proprio business la rivendita di smartphone usati. Appia cellulari gestisce due negozi nel Lazio è tramite la formula del franchising ha in progetto l’apertura di centri in tutta Italia. L’investimento per i primi 10 affiliati è di soli 9.900 euro che comprende l’indispensabile formazione , la prima fornitura di prodotti e un software gestionale per la valutazione esatta dei cellulari usati. Un minimo investimento per una attività di sicuro successo.

Un po’ in tutte le nazioni il mercato dell’usato, rivolto a chi desidera un telefono recente ma che non può permettersi spese folli per un modello appena uscito, è in rapida crescita. In Francia, nel 2017, il business dei telefoni usati è stato del 10% del totale delle vendite di smartphone. La media europea si attesta attorno al 12%. Il successo di questa attività deriva del fatto che si possono trovare dei cellulari quasi nuovi a prezzi vantaggiosissimi. Il mercato dei cellulari nuovi è ormai saturo, basti pensare che nel 2013 c’erano più intestatari di numeri di telefono che abitanti, il che significa che molti avevano più numeri intestati e di conseguenza più cellulari.

Franchising Appia cellulari:

Appia cellulari, si occupa della compravendita di telefoni e tablet usati nonché di riparazione degli stessi. L’investimento che viene richiesto per aprire un negozio Appia cellulari è di soli 9.900 euro e comprende oltre alla formazione, un software gestionale e la prima fornitura di smartphone nuovi e accessori vari. Ampia libertà viene data all’affiliato nella scelta e nell’acquisto dell’arredamento.

Importante sapere che per aver successo in questa attività, ma vale anche per qualsiasi altra attività è fondamentale la formazione e la conoscenza del prodotto trattato. Formazione che viene fatta direttamente nella sede di Roma trasmettendo all’affiliato il know-how acquisito nel corso degli anni. Per maggiori informazioni compilare il forum sottostante.

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