Aprire in franchising: le tasse più assurde

Aprire in franchising: le tasse più assurde

Aprire una attività, che sia in franchising o meno, comporta sempre dei costi che si devono sostenere. Quando si decide di avviare la propria attività si tengono conto di molte voci tra le quali l’affitto, le varie utenze, spese di pubblicità. Pochi tengono in considerazione alcune tasse, che nella maggior parte delle persone non sono conosciute.

Vediamo quali sono le tasse più assurde che un imprenditore deve far fronte per svolgere la propria attività. Alcune sono comunali e pertanto è bene conoscerle prima di aprire una attività in franchising in quella città.

La prima che andremmo ad analizzare è la tassa sull’ombra.

Ci sono alcuni sindaci, fortunatamente pochi, che hanno deciso di tassare l’ombra, quella che invade il suolo pubblico dalle sporgenze delle insegne o di tende. Ai fini tributari viene considerata la proiezione dell’ombra sul suolo pubblico ai sensi dell’art. 63 del D.Lgs n. 446/1997 e dell’articolo 38 del decreto legislativo n. 507 del 1993.

In questi decreti non si parla espressamente di ombra ma di occupazioni sovrastanti al suolo pubblico, da ciò alcuni sindaci hanno pensato di tassare la proiezione dell’ombra che viene calcolata in metri quadrati. Essendo tasse a discrezione dei comuni, sono gli stessi a determinare gli importi, che possono variare da 3-4 euro, fino ad oltre 8 euro a metro quadrato. In qualsiasi caso deve essere inferiore rispetto alla tassa che si paga per l’occupazione di suolo pubblico con tavolini e sedie, generalmente è un 50-70% in meno di tale tassa. Il regolamento comunale deve prevedere esenzioni o riduzioni di occupazioni che hanno interesse pubblico e indicare le modalità e i termini di pagamento. Deve inoltre indicare le categorie di esercenti le varie strade dove è previsto il pagamento di questa tassa.

Un’altra tassa che pochi conoscono è la tassa sullo zerbino. Se si decide di mettere all’entrata del proprio negozio uno zerbino con il proprio logo e nome dell’attività si è soggetti al pagamento di una tassa. Il logo sullo zerbino viene considerato come pubblicità e pertanto viene richiesta l’imposta sulla pubblicità alla pari di una insegna o di qualsiasi altra forma pubblicitaria.

Attenzione poi alla tassa sulle vetrofanie, tassa che viene normata dal Decreto legge 507 del 1993. Questo decreto non regolamenta la materia ma viene lasciato libertà ai comuni di stabilire regole e imposte. Per questo è bene rivolgersi al UPR del comune o all’ufficio affissioni dove si ha intenzione aprire l’attività e chiedere la normativa verificando se esistono sgravi o esenzioni per l’attività che si andrà ad aprire. Come regola generale si può dire che tutto quello che fa da ornamento alla vetrina risulta esentato dal pagamento della tassa, mentre tutto ciò che riguarda promozioni, sconti o qualsiasi altro messaggio che ha come obiettivo l’incremento delle vendite è soggetto alla tassa.

Queste sono solo alcune delle tasse che un imprenditore rischia di dover pagare sia che decida di aprire in franchising o per conto proprio una attività.

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