Protesto di assegno bancario: la strada per cancellarlo

Protesto di assegno bancario: la lunga strada per cancellarlo

Il protesto di un assegno, a differenza di quello delle cambiali, non può essere cancellato con il semplice pagamento di quanto dovuto. Il pagamento tardivo comporta l’automatica segnalazione al Registro dei Protesti. Per poterlo cancellare occorre ottenere la riabilitazione dal Tribunale della provincia di propria residenza, che dovrà rilasciare un decreto di riabilitazione. Andremo poi a presentare all’ufficio dei protesti della provincia nella quale è stato pubblicato il protesto. Solo a questo punto avrà luogo la definitiva cancellazione.

Il decreto di riabilitazione è il documento più importante per poter chiedere la cancellazione dei nostri dati dal Registro dei Protesti, ma è anche il più difficile da ottenere.

Per poter richiedere il decreto di riabilitazione occorre che sia passato almeno un anno dall’ultimo protesto e che sia stato pagato per intero il debito nei confronti della persona a cui abbiamo dato l’assegno.

La documentazione che occorre per richiedere la riabilitazione è piuttosto facile da reperire. In particolare, modo ci serve:

  • Fotocopia del nostro documento di identità.

  • Una richiesta indirizzata al presidente del Tribunale, nella quale si chiede la riabilitazione.

  • Originali dei titoli protestati

  • Visura aggiornata dei protesti (richiedibile alla Camera di Commercio)

  • Atto di protesto (di norma, allegato all’assegno).

Appena ottenuto il decreto di riabilitazione del Tribunale, bisogna andare alla Camera di Commercio e consegnarlo insieme a:

  1. Richiesta di cancellazione del protesto, con la nostra firma, e con l’apposizione di una marca da bollo. Il modulo è facilmente ottenibile presso le singole Camere di Commercio ed è – generalmente – molto semplice: sarà infatti sufficiente inserire i nostri dati personali/societari, i termini di riferimento degli assegni protestati, e quelli del decreto di riabilitazione.

  2. Fotocopia di un nostro documento di riconoscimento.

  3. Versamento di una commissione per ogni assegno per il quale si domanda la cancellazione

Considerato che non sempre è possibile in tempi rapidi una copia del decreto di riabilitazione del Tribunale, possiamo comunque richiedere la cancellazione del protesto presentando una sorta di autocertificazione, all’interno della quale bisognerà comunque indicare gli estremi dello stesso decreto.

Alla luce di quanto sopra, la Camera di Commercio pubblicherà nel Registro dei Protesti la notizia della nostra riabilitazione. La legge prevede in proposito dei tempi certi: la cancellazione avverrà infatti entro 20 giorni dalla presentazione della domanda.

,,,,,,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *