Assegno post-datato: effetti e rimedi

L’assegno post-datato: effetti e rimedi

Una pratica molto diffusa in Italia riguarda l’utilizzo di assegni post datati. Vengono usati ritardare il momento dell’effettivo pagamento di merci e servizi. Con l’emissione di un assegno post datato si va a ritardare nel tempo l’addebito sul conto corrente. Il beneficiario avrà tra le mani un titolo da utilizzare nei tempi concordati, in grado di costituire una valida “garanzia” assimilabile, per certi versi, a una cambiale. Questa pratica però non è consentita dalla legge.

Ma cosa accade se emettiamo o riceviamo un assegno post datato?

A cosa andiamo incontro? E in che modo possiamo “regolarizzare” questa illecita pratica?

Da diversi anni l’emissione di un assegno post datato non è più un reato penale ma un reato che prevede solamente una sanzione amministrativa per l’evasione dell’imposta di bollo.

Al di là di questa variazione la base normativa per comprendere quali siano le conseguenze derivanti dall’emissione e dalla circolazione di un assegno post datato è la cosiddetta “legge sull’assegno bancario”. Secondo quanto c’è scritto in questa legge, “l’assegno bancario è pagabile a vista. Questo significa che se si presenta in banca un assegno post datato, quest’ultima è obbligata a metterlo in pagamento. L’assegno bancario presentato al pagamento prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno di presentazione per cui tutti gli assegni sono pagabili a vista, cioè nel momento in cui entrano nella disponibilità del beneficiario e vengono presentati allo sportello bancario,compresi quelli con data posticipata.

Cosa succede se presentiamo alla banca un assegno postdatato e lo incassiamo nella data indicata sul titolo?

Nulla, non vi saranno conseguenze, poiché non sarà possibile che l’assegno sia stato emesso tempo prima della data indicata

  • cosa succede se presentiamo alla banca un assegno con una data post datata.

Gli scenari in questo caso sono due:

  1. con fondi disponibili sul conto di chi ce lo ha dato

  2. con fondi non sufficienti sul conto di chi ce lo ha dato

Nel primo caso l’assegno ci verrà pagato a vista , mdopo che la banca avrà verificato la presenza dei fondi necessari da corrisponderci e, in caso di riscontro positivo, procedere al pagamento del titolo e alla segnalazione dell’evasione dell’imposta di bollo all’Ufficio del Registro, presso l’Agenzia delle Entrate. Chi ha emesso l’assegno andrà così incontro alle sanzioni previste dalla legge.

Nel secondo caso possiamo comunque ottenere il protesto dell’assegno e avere così una “arma” più efficace per ottenere il dovuto da chi ce lo ha consegnato. Prima della presentazione all’incasso dovremo tuttavia andare presso l’Agenzia delle Entrate e “regolarizzare” fiscalmente l’assegno con il pagamento dell’imposta di bollo evasa, Inoltre, saranno a nostro carico anche le spese per il protesto (comunque recuperabili rifacendosi sul debitore).

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