Franchising: contratto di affiliazione

Franchising: contratto di affiliazione

Ci siamo …

Abbiamo già individuato chi sarà il partner per la nostra azienda e ora manca solo la firma sul contratto di affiliazione. Attenzione in questa fase , anche se vediamo il traguardo vicino non dobbiamo rilassarci. Ricordiamoci che il contratto di affiliazione deve essere consegnato almeno trenta giorni prima della firma, questo perché dobbiamo aver il tempo di farlo analizzare prima dal commercialista e poi da un legale

Il commercialista avrà il compito di:

  • stimare il peso economico di diritti ed obblighi delle parti,
  • rilevare se ci siano carenze contrattuali,
  • richiedere la quantificazione e la precisa indicazioni di espressioni generiche o astratte.
  • redigere un business plan

Dopo che il  commercialista ci ha dato il proprio benestare  dobbiamo rivolgerci ad un avvocato. Il ruolo del professionista legale è quello di valutare la solidità del contratto davanti alla legge. Ciò significa che spetta all’avvocato il giudizio sulla solidità dell’accordo preso, stimando in che modo il contratto, in giudizio, sia mezzo di tutela degli accordi sottoscritti.
Sempre in quest’ambito sarà utile valutare:

  • delle clausole di rescissione dell’atto,
  • clausole vessatorie
  • della mancata esecuzione delle azioni,
  • delle negligenze delle parti,
  • delle disattese rispetto alle promesse sottoscritte.

Particolare importanza va posta sugli articoli riguardanti l’esclusiva di zona, l’imposizione di obblighi di acquisto minimo, le clausole di recesso e il patto di non concorrenza. Tramite l’esclusiva di zona il franchisor riserva al punto vendita affiliato l’esclusivo utilizzo del marchio in un ambito territoriale. Se è possibile cerchiamo di farsi dare un’area di esclusiva la più ampia possibile. L’imposizione di minimi di acquisto vanno valutati scrupolosamente e se possibile rimossi. E’ difficile prevedere a pieno quale sarà l’andamento dell’attività e per questo è più opportuno commisurare i vincoli al successo del punto vendita.

Obblighi chiari ma flessibili sulla base dei risultati ottenuti.


Le clausole di recesso vanno invece valutate con duplice attenzione. Da una parte, quella posta sulla propria intenzione di recedere dall’accordo, facendo attenzione a quali siano le clausole ed i tempi per potere sollevarsi da ogni impegno. Dall’altro lato va invece valutato il recesso del franchisor. Questa non deve poter recedere dal contratto senza un congruo preavviso e, soprattutto, senza che le condizioni economiche siano tali da giustificare la chiusura del progetto, quindi il decadimento della notorietà e dell’assistenza promessa. Anche il patto di non concorrenza deve essere, se possibile, tolto.

Di solito i franchisor lo mettono per tutelarsi, nel caso di chiusura anticipata da parte dell’affiliato, che costui non possa, per un determinato periodo, aprire lo stesso tipo di attività sfruttando il know-how trasmesso in precedenza. Va sottolineato che il contratto di affiliazione deve essere allineato con la normativa europea e la normativa sul franchising. La legge n. 129 del 6 maggio 2004.

Dopo aver valutato bene tutti i punti del contratto possiamo firmare e iniziare la nuova avventura.

,,,,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *