5 regole per evitare truffe o un contratto capestro

Franchising: 5 regole per evitare truffe o un contratto capestro

Uno dei vantaggi nell’aprire un’attività in franchising consiste nel ridurre al minimo i rischi a confronto con un negozio tradizionale. Questo perché aderendo ad un brand già attivo si entra a far parte di un’organizzazione che ha già testato ( o dovrebbe averlo fatto) il proprio servizio o prodotto nel mercato di riferimento ed è in grado di trasmettere il proprio know.how all’affiliato.

Questo viene confermato analizzando i dati del triennio 2011 e il 2014, dove si nota che il tasso di mortalità dei negozi in franchising è stato inferiore di un terzo di quelli tradizionali. Se da un lato, essere affiliato significa avere dei vantaggi, dall’altro occorre fare molta attenzione a non venir penalizzati, o peggio, truffati da aziende poco serie che propongono contratti capestro atti solo a creare vantaggi per loro stessi e non per l’affiliato. L’esempio classico è riferito a quelle aziende che per svuotare i propri magazzini di merce invenduta e invendibile creano dei brand ad hoc che durano qualche anno o peggio qualche mese. L’affiliato si ritrova così con della merce fuori moda, che non venderà mai e costretto a chiudere. Occorre inoltre fare molta attenzione anche a quelle aziende che lanciano marchi senza averli testati, senza una reale struttura organizzativa e per rendere appetibile il proprio prodotto mostrano business plan assolutamente gonfiati. Fortunatamente le aziende poco serie sono poche e con un po’ di attenzione si possono evitare.

Vediamo ora delle semplici regole da adottare per non cadere tra le braccia di queste aziende truffaldine.

1) Farsi consegnare sempre copia del contratto almeno 30 giorni prima dell’eventuale firma del contratto, come previsto dalla legge 129 del 6 maggio 2004, e farlo analizzare dal proprio commercialista e avvocato. Costerà un po’, ma sono soldi spesi bene. Nel contratto deve essere specificato in modo chiaro l’ammontare dell’investimento, eventuali royalities, fee d’ingresso, obblighi di acquisto della merce.

2) Informarsi sull’affidabilità del franchisor, dei soci e dei suoi manager. Per vedere chi sono i soci e la storia dell’azienda può venir utile fare una visura camerale. Utile anche per vedere i beni dell’azienda.

3) Per il colloquio andare sempre in sede. In questo modo si ha la possibilità di vedere se la struttura esiste veramente, quanti dipendenti lavorano e come è organizzata.

4) Ogni franchisor dovrebbe consegnare un business plan per consentire all’affiliato la fattibilità del progetto. Attenzione però ai numeri inseriti nel business plan, molte aziende hanno l’abitudine di gonfiare un po’ i dati. L’aiuto di un buon commercialista può risultare fondamentale per capire se questi dati sono reali o un po ritoccati.

5) Verificare di persona se quello che ci viene raccontato corrisponde a verità. Per far questo occorre andare a visitare alcuni dei negozi del gruppo, sia per vedere se la merce posta in vendita è buona o fuori produzione e se c’è un giro di persone che acquistano tale da confermare i dati presenti nel business plan.

 

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